Il raddoppio della 275 può salvare vite – Editoriale del 08.05.2017 su Gazzetta di Lecce e Nuovo Quotidiano

Il raddoppio della 275 può salvare vite Siderum insedit vapor sitic Apu, arrivaulosae alle stelle liae» l’afa della Puglia senz’acqua, scriveva Orazio nel 30 a.C.. E fortuna che qualcuno nel frattempo ha scavato, eradicato, costruito dighe, interrato tubi: oggi sarebbe impossibile realizzare quella grande opera pubblica che è l’acquedotto pugliese. Sulla statale 275 Maglie-Leuca, dopo 30 anni, siamo di nuovo a zero: un’arteria necessaria per non confinare il Capo di Leuca a periferia della periferia rischia di non vedere mai la luce. E certo non per colpa del resto d’Italia, cui troppo spesso addossiamo colpe solo ed esclusivamente nostre. Non intendo entrare nel merito dei progetti, vecchi e nuovi, né intendo mettere in alcun modo in dubbio la legittimità delle posizioni dei rappresentanti, istituzionali e non, dei territori. Vorrei dire esattamente il contrario: cioè che occorre assicurare il coinvolgimento delle comunità locali nella realizzazione di grandi opere infrastrutturali con impatto rilevante su ambiente e assetto del territorio, ma occorre disciplinarlo, fissarne modi e tempi, perché non è possibile tornare sempre alla casella di partenza e assegnare a portatori di interessi particolarissimi il potere di impedire, di fatto, la realizzazione di opere di utilità invece generale. Ormai è una costante, che sia un porto o un marciapiede c’è sempre un comitato, un amministratore o aspirante tale pronto a impugnare il megafono, magari in favore di telecamera: «fate l’opera ma non a casa mia», deve passare «un po’ più in là», non deve danneggiare quel vecchio pino, fino al più persuasivo e sempre più in voga «fa male alla salute».

Del resto, politici e amministratori hanno ormai abdicato al ruolo di guida delle loro comunità per autocondannarsi a meri portavoce di minoranze che, social alla mano, sono solo più chiassose: Emiliano ne è un fulgido esempio, come la questione Xylella su tutte dimostra. Va, dunque, una volta per tutte fissato il principio per cui la partecipazione delle comunità locali è indispensabile ma c’è un tempo per discutere, uno per valutare, uno per decidere e uno per fare: nessuno di essi può durare all’infmito né essere cancellato per tornare al punto di partenza. Il procedimento del “dibattito pubblico”, da decenni in vigore in Francia e ora introdotto nel nuovo codice degli appalti, prevede che per un tempo limitato tutti possano esprimere le proprie posizioni, ma quando i progetti sono ancora in una fase iniziale di studio e le decisioni, sia tecniche che strategiche, devono essere ancora prese (ogni riferimento alla vicenda Tap, in cui la Regione ha avviato il dibattito pubblico fuori tempo massimo, nel 2013, è puramente voluto). Tanto, dopo aver avuto informazioni oggettive ed elaborate in un linguaggio comprensibile da una commissione terza e indipendente. Le conclusioni del dibattito sono poi valutate dall’amministrazione in sede di progettazione definitiva e discusse in conferenza di servizi, senza alcun vincolo per il proponente o il decisore pubblico. E una medicina, perciò non entusiasma, ma con la garanzia della terzietà delle commissioni, di tempi certi e della non compromissione del procedimento amministrativo principale, potrebbe mettere all’angolo le irresponsabilità di certa politica. Purtroppo su questi aspetti la proposta di legge regionale sulla partecipazione, che vorrebbe scimmiottare il débat public, è sciatta e l’atteggiamento demagogico del presidente Emiliano alimenta conflitti ostacolando lo sviluppo della Puglia. Si discuta prima e fmo a un certo punto, poi vanno portate a termine le partite di quello che altrimenti è un eterno gioco dell’oca. Un gioco irresponsabile, perché opere come il raddoppio della Maglie-Leuca urgono non solo per la crescita del territorio quanto per salvare vite: l’attuale arteria, al pari della due corsie statale 274 Taviano-Leuca, è tra quelle con il più alto indice di mortalità e una vita umana val bene qualche sacrificio da parte di tutti.

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275: bene coinvolgere ma ora si decida» • Sono due i Comuni del Sud Salento (Tiggiano e Gagliano) che hanno “bocciato” la variante all’ultimo tratto della strada statale 275. Una presa di posizione – al di là delle considerazioni nel merito – che rischia di rallentare ancora più l’avvio del maxi cantiere.

«Sulla SS275 Maglie-Leuca – interviene Andrea Caroppo, consigliere regionale di Fi – dopo 30 anni, siamo di nuovo a zero: un’arteria necessaria per non confinare il Capo di Leuca a periferia della periferia rischia di non vedere mai la luce. Non intendo entrare nel merito dei progetti, vecchi e nuovi, né intendo mettere in alcun modo in dubbio la legittimità delle posizioni dei rappresentanti, istituzionali e non, dei territori. Vorrei dire esattamente il contrario: cioè che occorre assicurare il coinvolgimento delle comunità locali nella realizzazione di grandi opere infrastrutturali con impatto rilevante su ambiente e assetto del territorio, ma occorre disciplinarlo, fissarne modi e tempi, perché non è possibile tornare sempre alla casella di partenza».

Come dire? Assolutamente necessario, specialmente davanti ad opere così impattanti, sentire il territorio, ma poi bisogna agire.

«Va dunque – continua il consigliere regionale -, una volta per tutte fissato il principio per cui la partecipazione delle comunità locali è indispensabile ma c’è un tempo per discutere, uno per valutare, uno per decidere e uno per fare: nessuno di essi può durare all’infinito né essere cancellato per tornare al punto di partenza. Il procedimento del “dibattito pubblico”, da decenni in vigore in Francia e ora introdotto nel nuovo Codice degli appalti, prevede che per un tempo limitato tutti possano esprimere le proprie posizioni, ma quando i progetti sono ancora in una fase iniziale di studio e le decisioni, sia tecniche che strategiche, devono essere ancora prese».

Secondo Caroppo in questo modo si fa «un gioco irresponsabile, perché opere come il raddoppio della Maglie-Leuca urgono non solo per la crescita del territorio quanto per salvare vite: l’attuale arteria, al pari della due corsie SS274 Taviano-Leuca, è tra quelle con il più alto indice di mortalità e una vita umana val bene qualche sacrificio da parte di tutti»

II cantiere della strada statale 275 non è stato ancora avviato.

Andrea Caroppo

Andrea Caroppo

Andrea Caroppo (26 Giugno 1979) è un avvocato e politico italiano. Nato a Poggiardo (LE), è cresciuto a Minervino di Lecce, dopo aver conseguito la Maturità Classica al Liceo Classico “F. Capece" di Maglie, si laurea in Giurisprudenza, all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, discutendo una tesi in Diritto Regionale sullo Statuto della Regione Puglia. Sposato con Giuliana, padre di due figlie: Nora e Lia. Eletto in consiglio regionale per la prima volta nel 2010, rieletto al secondo mandato alle elezioni regionali 2015. Già Segretario Regionale della Lega Salvini Premier PUGLIA. Eletto Parlamentare Europeo alle elezioni del 26 maggio 2019.

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