Caroppo – Un’ opportunità per il Sud non una minaccia – Gazzetta Mezzogiorno

                                                                             Gazzetta del Mezzogiorno di martedì 10 ottobre 2017, pagina 19

 

Autonomia e regionalismo non sono una novità per i popoli europei. Per oltre un millennio l’Europa è stata la federazione di tante entità territoriali politiche indipendenti, accomunate da una visione del mondo fondata sul riconoscimento delle radici cristiane e sul rispetto del diritto naturale. La stessa tradizione istituzionale italiana affonda le sue radici non nello stato-nazione ma in 8.000 comuni con storie, lingue, dialetti, tradizioni, cucine differenti. L’Italia non è nata nel 1861, è lì che sbaglia la Meloni: l’Italia e gli italiani c’erano anche prima del tricolore e dell’inno di Goffredo Mameli.

ROVESCIARE LA PIRAMIDE -Oggi la sfida non è sostituire i centralismi di Bruxelles e Roma con un altro centralismo, regionale, ma rovesciare la piramide e ripartire da ciò che è più vicino ai cittadini, alle famiglie, alle imprese. Il Sud – che in 10 anni ha perso i110 per cento del pil e il 7 per cento di occupati, con metà dei suoi giovani “neet” e in piena crisi demografica – è stato distrutto dal centralismo, non dall’autonomismo. La sua inferiorità non è un dato di natura, è da un certo momento che i suoi problemi sono cresciuti a dismisura: l’unificazione è stata un processo forzato, imposto dalle tecnocrazie dell’epoca alle masse popolari, violentando gli interessi del sud, incamerandone le finanze, prostrandone l’economia e provocando la tragedia dell’emigrazione. Ma il Meridione non può continuare a giocare la sua partita (la gioca?) contro il resto del paese, deve cominciare a utilizzare al massimo le risorse di cui dispone. Il federalismo rappresenta un’occasione irripetibile per riqualificare le sue classi dirigenti, poiché avvicinando le scelte al territorio le costringe a maggiore responsabilità. In questa prospettiva, ad esempio, il presidente pugliese Michele Emiliano, anziché dare sempre la colpa a qualcun altro, sarebbe costretto a dar conto ai pugliesi della mancata lotta alla Xylella, dei 220 milioni di di mobilità sanitaria passiva, del perché chiude ospedali, reparti e punti nascita anziché ridurre sprechi, inefficienze e clientele, ecc…

QUESTIONE MERIDIONALE -Sono 50 anni che il ceto politico locale enfatizza la questione meridionale solo per chiedere soldi pubblici e per fare poi da mediatore nella sua distribuzione clientelare: un meridionalismo piagnone, che si accontenta di denunciare torti per pretendere risorse senza offrire efficacia, qualità e risultati, un meridionalismo irresponsabile e assolutamente indifferente alla cultura dei risultati. Abbiamo ricevuto meno risorse dallo Stato, ma come le abbiamo spese? E’ forse colpa del nord se anziché realizzare un collegamento ferroviario diretto, spendiamo 40milioni di euro per collegare l’aeroporto e la stazione di Brindisi con un bus per l’Ospedale Perrino? E’ colpa del nord se non abbiamo saputo scegliere e realizzare un porto hub del Mediterraneo perdendo investimenti, risorse e occupazione? E’ colpa del nord se non riusciamo a realizzare una strada degna di questo nome che colleghi Lecce al capo di Leuca? Allora, se Ferrovie dello Stato utilizza solo i119% di investimenti in conto capitale per il Sud è un problema e dobbiamo battere i pugni; ma se invece – come ha spiegato il direttore generale Bankitalia Rossi – in tre asset come istruzione, sanità e giustizia, a parità di risorse ma con molti più dipendenti pubblici, il sud rende meno del nord vuol dire che c’è un problema: è ora che cominciamo a dimostrare di essere capaci di utilizzare fmo in fondo le risorse disponibili.

RETE DI MOVIMENTI -E’ all’insegna di questo meridionalismo consapevole che ho dato vita a Sud In Testa, una rete di persone, movimenti, associazioni e amministratori, tra Puglia, Basilicata, Campania e Calabria, che offre un contributo di idee e di uomini al nuovo progetto della Lega. Il che non deve sorprendere per due ordini di ragioni. La prima è che oggi ci pare che essa sia pressoché l’unica forza politica significativa a declinare le parole chiave proprie del sentimento profondo degli italiani, meridionali compresi: difesa dei principi tradizionali, sussidiarietà, sicurezza, famiglia e libertà educativa, libertà d’impresa, lotta all’oppressione fiscale, merito. La seconda – della quale ho la netta impressione i cittadini siano più consapevoli dei loro addetti ai lavori – è che la Lega di Matteo Salvini non rappresenta una minaccia per il Sud ma un’opportunità perché è tornata alle origini: valorizzazione delle identità territoriali, autonomia e sussidiarietà, nella prospettiva di un’Italia e di un’Europa dei popoli; nessuna spinta secessionista né indipendentista, nessuna pulsione antimeridionale, anzi, uno sforzo per la ripresa del Sud che trainerebbe tutto il Paese.

di Caroppo Andrea

 

Andrea Caroppo

Andrea Caroppo

Andrea Caroppo (26 Giugno 1979) è un avvocato e politico italiano. Nato a Poggiardo (LE), è cresciuto a Minervino di Lecce, dopo aver conseguito la Maturità Classica al Liceo Classico “F. Capece" di Maglie, si laurea in Giurisprudenza, all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, discutendo una tesi in Diritto Regionale sullo Statuto della Regione Puglia. Sposato con Giuliana, padre di due figlie: Nora e Lia. Eletto in consiglio regionale per la prima volta nel 2010, rieletto al secondo mandato alle elezioni regionali 2015. Già Segretario Regionale della Lega Salvini Premier PUGLIA. Eletto Parlamentare Europeo alle elezioni del 26 maggio 2019.

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