Intervista Corriere Mezzogiorno: «Troppe sconfitte, ora basta È il momento di fare reset»

Corriere del Mezzogiorno, 05.07.2017

In Puglia il centrodestra ha perso tutte le elezioni, dal 2004 in poi. Ora basta, è arrivato il momento di fare reset». Cioè tirare le somme e rinnovare la classe dirigente. Più chiaro di così Andrea Caroppo, capogruppo in Regione di Forza Italia, non poteva essere.

Caroppo, capogruppo di Forza Italia in Regione, è molto critico con il suo partito e con le altre forze del centrodestra «Occorre rinnovare la classe dirigente» «Troppe sconfitte, ora basta È il momento di fare reset»

Mettiamo una pietra sul passato, i rancori, le vendette. E apriamoci alle realtà civiche, al dialogo con la società.

 «In Puglia il centrodestra ha perso tutte le elezioni, dal 2004 in poi. Ora basta, è arrivato il momento di fare reset». Cioè tirare le somme e rinnovare la classe dirigente. Più chiaro di così Andrea Caroppo, capogruppo in Regione di Forza Italia, non poteva essere.

Dopo le Amministrative, lei ha usato parole severe con il suo coordinatore regionale Luigi Vitali e con Raffaele Fitto (Dit). Perché?

«C’è una classe dirigente che è responsabile della disfatta: dal 2004, quando perdemmo il Comune di Bari, ad oggi. Una batteria di sconfitte, comprese le tre di seguito alla Regione: 2005, 2010, 2015. Con le ultime Amministrative, il centrodestra non solo non conquista nuove postazioni, ma perde le roccaforti che aveva, si pensi a Lecce».

Dunque?

«Il mio intervento non è stato altro che la traduzione dell’umore dei militanti del centrodestra. Chiedo un atto di responsabilità ai nostri dirigenti: lascino il loro incarico perché il centrodestra possa guadagnare lo spazio che merita».

Può rivolgersi al suo partito, non a quello di Fitto.

«Se i responsabili dei partiti sono sempre gli stessi – e così succede nella formazione di Fitto – ogni tornata elettorale diventa l’occasione per esercitare vendette o prendersi delle rivincite. Non parlo per giovanilismo e non voglio evocare la rottamazione, ma questi gruppi dirigenti hanno portato all’ecatombe del centrodestra. Sono in auge sempre le stesse figure e le medesime logiche. Hanno provocato l’allontanamento delle migliori energie del centrodestra: chi è andato via, chi ha scelto la strada delle liste civiche, chi come il leccese Alessandro Deli Noci ha scelto il centrosinistra».

Anche perché, dice Delli Noci, egli si sente oltre la categorie di destra e sinistra.

«Io non dico che sia scomparsa la differenza tra destra e sinistra. Credo, per stare al mio campo, che il centrodestra si possa rigenerare. Ma occorre un reset. È necessario che le forze di centrodestra raccolgano l’invito degli elettori, i quali hanno parlato e si sono fatti capire. Altrimenti, sarà un dramma. Si veda a Martina Franca: 4 candidati sindaco: Forza Italia, Dit, Fdi, Salvini. Hanno preso in tutto il 65% e al ballottaggio abbiamo perso contro il candidato del centrosinistra».

Forse è l’effetto di un’attitudine proporzionalista che si sta facendo strada, mentre le leggi per i Comuni e la Regione restano maggioritarie.

«Non sono d’accordo. Basta vedere i successi del centrodestra ovunque in Italia, tranne in Puglia. Forse che nelle altre Regioni non si discuta di legge proporzionale per il parlamento? Il centrodestra vince nei principali capoluoghi d’Italia, senza peraltro far ricorso alle primarie (invocate da Fitto, ndr). Sono state individuate figure capaci di fare sintesi e di portare la coalizione alla vittoria».

In Puglia?

«In Puglia non c’è stato neppure un tavolo regionale in cui discutere e le candidature non sono state vagliate neppure a livello provinciale. Inoltre, non si è trovata la sinergia adatta con le forze civiche. In sintesi: su 37 Comuni al voto tra il 2016 e il 2017, il mio partito, FI, va al governo solo in quattro casi» .

Chiede l’azzeramento dei vertici di FI?

«Dire che tutto va bene significa mettere la polvere sotto il tappeto. E non è la scelta migliore».

Da dove deve ripartire il centrodestra? Finora lei ha ragionato solo sulla parte destruens e non su quella costruens.

«L’armonia da ritrovare dipende dalle idee (la parte costruens) ma anche dalle persone: il centrodestra non riparte se non mette una pietra tombale sul passato, sui rancori, sulle vendette. Per questo occorre il reset. Ciò detto, alcuni propositi possono essere coltivati da subito».

Dica allora.

«Primo: coinvolgere le realtà civiche con dirigenti politici capaci di interloquire. Secondo: trovare momenti di discussione complessiva, a livello regionale e provinciale. Terzo: riappropriarci delle parole d’ordine che ci caratterizzano e che ci hanno fatto vincere in altre realtà. Solo così risaliremo la china».

 

Andrea Caroppo

Andrea Caroppo

Andrea Caroppo (26 Giugno 1979) è un avvocato e politico italiano. Nato a Poggiardo (LE), è cresciuto a Minervino di Lecce, dopo aver conseguito la Maturità Classica al Liceo Classico “F. Capece" di Maglie, si laurea in Giurisprudenza, all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, discutendo una tesi in Diritto Regionale sullo Statuto della Regione Puglia. Sposato con Giuliana, padre di due figlie: Nora e Lia. Eletto in consiglio regionale per la prima volta nel 2010, rieletto al secondo mandato alle elezioni regionali 2015. Già Segretario Regionale della Lega Salvini Premier PUGLIA. Eletto Parlamentare Europeo alle elezioni del 26 maggio 2019.

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